giovedì 13 aprile 2017



Il 5 Aprile 1932, in occasione della lunga e minuziosa visita fatta ai lavori di bonifica dell’agro Pontino,Mussolini decise  la fondazione del primo comune con il nome di Littoria. E volle che sorgesse nel centro stesso della palude, in una squallida località conosciuta dai mandriani e dai cacciatori come “il quadrato”. A chi faceva osservare che il nuovo centro aveva l’inconveniente di essere troppo lontano dalla ferrovia Roma-Napoli che taglia le Pontine a Nord, Mussolini rispose che “il nemico va colpito a cuore!”.
Con l’entusiasmo e l’alacrità che caratterizzavano durante il Regime Fascista tutte le iniziative, il Conte Orsolini Cencelli, commissario del governo per l’opera combattenti che stava conducendo vittoriosamente la dura battaglia della bonifica pontina, diede rapida esecuzione alle direttive ricevute. L’architetto Oriolo Frezzoti, con un gusto e una sensibilità che fecero dire a Mussolini “mi avete riconciliato con il novecento!”, tracciò piani e progetti per una moderna e razionale città, largamente ammirata e apprezzata da tecnici e urbanisti non solo italiani.
Il 30 giugno dello stesso anno veniva posta la prima pietra. Il 18 dicembre e cioè dopo appena centoottanta giorni e a quattro secoli dalla fondazione dell’ultima città in Italia che fu Pienza, nasceva un nuovo comune destinato a diventare addirittura capoluogo di una provincia.
Proveniente da Roma e dopo aver sostato nei borghi che recano i nomi di “Carso”, “Piave”, “Isonzo”, “Grappa”, salutato da grandi manifestazioni di entusiasmo da parte dei coloni, Mussolini raggiunge Littoria e dal balcone del palazzo comunale, pronuncia lo storico discorso che diede inizio alla vita del comune:”Oggi è una grande giornata per la rivoluzione delle camicie nere, è una giornata fausta per  l’Agro Pontino. E’ una gloriosa giornata nella storia della nazione. Quello che fu invano tentato durante il passato di venticinque secoli, oggi noi stiamo traducendo in una realtà vivente”… “Sarà forse opportuno ricordare che una volta per trovare lavoro, occorreva valicare le Alpi o traversare l’
Oceano. Oggi la terra è qui, a mezz’ ora soltanto da Roma. E’ qui che abbiamo condotto e condurremo delle vere e proprie operazioni di guerra. E’ questa la guerra che noi preferiamo”.
Contemporaneamente veniva inaugurato il primo lotto di trasformazione fondiaria costituito da cinquecentoquindici case coloniche. Altre ottocentocinquanta case rurali delle quattromila previste  vennero inaugurate esattamente un anno dopo e cioè il 18 dicembre 1933.
Intanto il 5 agosto 1933 Mussolini fonda la seconda città dell’ Agro Pontino, Sabaudia, e trebbia  il primo grano di Littoria. In soli duecentocinquantatre giorni, dopo aver provveduto al dicioccamento del bosco, veniva costruita sulle rive del lago, nell’ incanto del Circeo, la città che Mussolini volle intitolare al nome della casa regnante de3i Savoia. Il 15 aprile 1934, con l’ intervento del Re Vittorio Emanuele III, della Regina Elena e di tutti i principi reali, la ridente fascinosa Sabaudia, col suo lago, il suo mare, la sua lussureggiante vegetazione, le acque e il vasto parco del Circeo alle spalle, inizia la sua vita.
Nello stesso anno 1934, e cioè ilo 18 dicembre con l’intervento di tutte le  alte gerarchie del Regime, Littoria veniva elevata a Provincia, la novantatreesima del Regno d’Italia. Fu una festa grande in un tripudio di bandiere, di canti, di luci e di colori. Una giornata indimenticabile per quanti hanno avuto la somma ventura d parteciparvi. Dopo la benedizione del gonfalone impartita da S.E. Cardinale Gasparri assistito dal vescovo di Gaeta Terracina, il Duce pronuncia un discorso in cui, dopo aver sottolineato la lotta durissima sostenuta per vincere in soli tre anni la mortifera palude, diceva “Oggi noi celebriamo una
tappa raggiunta. Ma molto resta ancora da fare… Perché questa gigantesca opera non sia turbata o interrotta è necessario che la nazione sia fortissima nelle sue armi. Poiché è l’aratro che traccia il solco, ma  è la spada che lo difende. E il vomere e la spada sono entrambe d’acciaio temprato come la fede dei nostri cari. Ora comprendete perché voi avete udito tuonare la voce del cannone insieme alla mia”.
Il giorno successivo alla cerimonia di costituzione della Provincia di Littoria, 19 dicembre 1934, nasceva il terzo comune dell’Agro Pontino, Pontinia. Il Commissario del Governo per l’Opera Nazionale Combattenti on. Valentino Orsolini-Cencelli rivolge a Mussolini un breve indirizzo mentre il vescovo di Terracina , dopo aver impartito la benedizione del cippo di fondazione ordina il “ Saluto al Duce”. Il 18 dicembre 1939  - 31° giorno dell’assedio economico decretato dalla Società delle Nazioni e attuata da 52 stati nel vano tentativo di impedire all’Italia di conquistare in Etiopia il suo posto al sole, Pontinia viene solennemente inaugurata. Dirà Mussolini: E’ un grido di gioia e di orgoglio che noi lanciamo nel cielo d’Italia. Inauguriamo Pontinia terzo comune dell’Agro redento. Il nuovo comune si aggiunge agli atri settemilacinquecento comuni della nazione. Nell’anno prossimo fonderemo Aprilia , nel successivo Pomezia, e quando  avremo inaugurato quest’ultimo comune, la guerra che noi abbiamo iniziato nell’Agro Pontino e che abbiamo tenacemente condotto in questi anni, potrà dirsi vittoriosamente compiuta.
Inauguriamo Pontinia oggi, giorno della fede, giorno nel quale tutte le feconde madri d’Italia recano sull’ Altare della patria o attorno ai monumenti dei caduti il  loro anello nuziale, ma giorno anche di fede del popolo italiano nei suoi diritti, giorno di fede sicura e indefettibile nei destini della patria”
 Aprilia venne fondata il 25 aprile 1936 e inaugurata il 28 ottobre 1937. Pomezia venne fondata il 25 aprile 1938 ed inaugurata il 29 ottobre 1939, con cerimoniale  pressoché identico agli atri comuni e che abbiamo testé  descritto. Questi due comuni non fanno parte dell’Agro Pontino ma bensì dell’Agro Romano.
Fra “e città di Mussolini”,se quelle ora ricordate occupano un posto di primo piano perché frutto della più colossale opera di bonifica che la storia ricordi, non meno meritevoli di menzione sono quelle sorte in Sardegna nei comprensori di bonifica del Nurra e del Campidano come Fertilia e Mussolinia e il centro minerario di Carbonia.
Per la storia,la prima grandiosa opera di bonifica,realizzata dal regime fascista, fu quella del Campidano in provincia di Cagliari, ove diciottomila ettari di terreno vennero unificati e appoderati con moderne e razionali case coloniche. Al centro di questa bonifica sorse Mussolini,il 28 ottobre 1928 col primo esperimento di colonizzazione interna con l’immissione di quaranta  famiglie polesane. Fertilia invece è nel comprensorio di bonifica della Nurra ed è sorte il 7 ottobre del 1932. Ferrara trasfuse nel nuovo centro energie e attivi nuclei familiari della sua provincia. Numerosa fu anche l’immissione di profughi giuliani. Trieste offrì le campane per la chiesa.
Indubbiamente fra le città sorte in Sardegna Carbonia è la più significativa. Inaugurandola il 18 dicembre 1938 – terzo anniversario della “giornata della fede” contro le sanzioni – Mussolini fra l’altro disse: “Carbonia ha nel nome la sua origine, il suo compito, il suo destino e avrà nel suo stemma una lanterna da minatore. Esso,ancora una volta, documentata e documenterà nei secoli la veramente formidabile capacità realizzatrice organizzatrice dell’ Italia Fascista. Quando,dodici mesi or sono appena, giunsero qui i primi disegnatori che dovevano tracciare le linee del nuovo comune, essi trovarono una landa quasi completamente deserta: non un uomo, non una casa, non un sentiero, non una goccia d’acqua ma solitudine e malaria. Sotto la nuda scorza della terra, l’immensa ricchezza dell’autarchico carbone italiano, non inferiore ai carboni stranieri, che si chiamerà "carbone Sulcis", attendeva le squadre dei minatori. I primi tempi furono tempi di pionieri, durissimi: non c’era nulla e bisognava creare tutto. Ma ecco,dopo dodici mesi, apparire al nostro sguardo commosso, la nuova città che oggi ha dodicimila abitanti e ne avrà ventiquattromila fra pochissimo tempo”.
L’immissione dei coloni nelle città create da Mussolini venne curata con sani criteri di valutazione dal commissariato per le migrazioni e la colonizzazione interna presieduto dall’on. Sergio Nannini che scelse per le famiglie nelle provincie agricole più popolose d’Italia.
A fianco delle città “rurali” e “minerarie” create da Mussolini ve n’ era anche una “aereonautica” e cioè Guidonia ove hanno sede gli impianti per gli studi e le esperienze della nostra aviazione. Essa ha preso nome dal generale del genio aeronautico Alessandro Guidoni, “uno di quegli uomini – come disse Mussolini – che si possono definire cristallini” e che non ammetteva che un costruttore non sperimentasse da sé la macchina uscita dal suo cervello. Fu così che provando un tipo di paracadute, consapevole del rischio poiché aveva qualche dubbio sul funzionamento trovò eroica morte. Mussolini nell’ inaugurare il 28 ottobre 1937 la “città dell’ Aria”  disse . “ Guidonia inizia la sua vita con un battesimo religioso e guerriero a un tempo. La città è dedicata alla memoria del Generale Guidoni, che fu mio collaboratore nei primi tempi della ripresa aeronautica. Egli meritava che il suo nome fosse tramandato nei secoli”
Vogliamo ricordare un’ altra città mineraria creata da Mussolini e strappata all’ Italia insieme all’ intera regione dell’ iniquo dettato di pace: Arsia in provincia di Pola.
Questa città, al pari di Carbonia, venne creata nel quadro autarchico della Azienda Carboni Italiani, organismo voluto dal Duce con il preciso scopo di sviluppare la ricerca, la produzione e il consumo del nostro carbone in tutto il territorio nazionale.
Il 7 agosto 1936, proveniente in aereo da Riccione, Mussolini pose ala prima pietra della nuova città mineraria. Accompagnato dal Prefetto Cimorani e dal Segretario Federale Pietro Caporilli, il Duce visitò tutti gli impianti e scese nei pozzi fino alla profondità di centocinquanta metri, fra l’ entusiasmo incredibile dei minatori. Il più anziano di questi offri a Mussolini il ricordo di una lampada e di una piccozza.
Arsia venne solennemente inaugurata il 28 ottobre 1937 e nessun dettato di pace e nessun possessore straniero potrà mai dissociarla dall’ Italia e dal suo fondatore.


LITTORIA
 “Il 18 dicembre del 1932 Mussolini inaugura Littoria. Lo accolgono 110 veicoli industriali (74 trattori Pavesi e 36 camion Fowler a vapore), in quella che fu definita “la più imponente adunata di macchine agricole che si sia mai vista. Dall’alto di una tribuna costruita per l’occasione, Mussolini diede il via sventolando una bandiera che era anche fissata sul timone di ciascun camion:
“Le macchine che sembrano fremere d’impazienza, e che sembra stiano per impennarsi come altrettanti destrieri di ferro, si mettono in moto, avanzando simultaneamente. Il fronte dello schieramento delle trattrici, che si estende quasi per un chilometro, procede imponente, su una stessa linea, a dissodare la terra già maledetta della palude, che da secoli attende di essere ferita e fecondata dall’aratro.
Le zolle sono rovesciate ai margini del solco e offerte al bacio del sole”

(Jeffrey T. Schnapp, 18BL Mussolini e l’opera d’arte di massa, Milano 1996)





SABAUDIA






PONTINIA


APRILIA


POMEZIA


MUSSOLINIA


CARBONIA



FERTILLIA


GUIDONIA




ARSIA